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Pochi soldi per curarsi. Gli italiani ...

La spesa sanitaria ha subito una riduzione in conseguenza della crisi economica per un italiano su cinque (21%). Sono i risultati di un sondaggio effettuato dall’Istituto Freni Ricerche di Marketing su “Comportamenti in materia di spese sanitarie davanti alla crisi economica” presentato durante la seconda edizione della Festa del Medico di Famiglia che quest’anno si svolge in tutta la Toscana e in Umbria, con un programma ricco di incontri tra i cittadini ed i medici e che vede anche il coinvolgimento attivo di farmacie ed ambulatori, oltre che i canali Facebook, Twitter e Youtube che resteranno attivi per raccogliere domande e confronti tra cittadino e medico (cliccare su www.festadelmedicodifamiglia.it). Dall’indagine svolta su un campione di 300 interviste è emerso che i cittadini hanno modificato i loro comportamenti di spesa e consumo - spendono meno in farmaci e visite specialistiche – la contrazione risulta significativa attestandosi intorno all’11%. Se però la domanda di salute è urgente - interventi chirurgici, esami clinici, protesi - il sondaggio rivela che il 26% del campione ha speso di più a causa dell’incremento dei costi delle prestazioni. Tutta la spesa in materia di salute ha subito una flessione: lo rivelano i problemi di 3 italiani su 4 con i consumi complessivi. La metà circa degli intervistati ha segnalato una riduzione dei comportamenti di consumo nell’ultimo anno e il 17% ha indicato una flessione significativa dei consumi. Quasi il 10% dichiara di aver rinunciato a degli interventi chirurgici, o anche solo rinviato, ad indicazione di una situazione di particolare disagio. Negli ultimi due anni in effetti si riscontra, ad ulteriore conferma di quanto sopra evidenziato, una riduzione della frequenza di consultazione del medico specialista accanto ad un incremento della consultazione del medico di famiglia. Si sono sottoposti negli ultimi 5 anni ad un check-up generale dello stato di salute i 2 terzi degli intervistati, in prevalenza di propria iniziativa (38%), senza attendere la prescrizione del medico. (Fonte: SaluteOggi - ASCA.it)

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