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Scrivo o digito?

Sbagliando si impara? Sbagliato: s’impara scrivendo, rigorosamente a mano. Si potrebbe aggiornare così l’antico adagio su quello che fa bene al nostro cervello. Per aumentare la conoscenza bisogna mettere le lettere nero su bianco. Lo dice una ricerca pubblicata sulla rivista Advances in Haptics: l’attività motoria della mano attiva particolari aree del cervello che aiutano il riconoscimento visivo dei concetti scritti. Quando ci troviamo a leggere gli stessi simboli, il cervello li ricostruisce anche attraverso un’immagine “motoria”. L’aria di Broca, parte della materia grigia coinvolta in numerose funzioni dell’apprendimento, sembra essere più attiva quando si legge un verbo legato a un’attività fisica che un verbo di un’azione astratta. Tutte cose che fanno dire a Anne Mangen dell'Università di Stavanger in Norvegia e al collega Jean-Luc Velay dell’Università di Marsiglia che “la dimensione del contatto fisico con gli oggetti che ci circondano non è neutrale rispetto alla qualità e quantità dell’apprendimento”. I ricercatori hanno organizzato un esperimento in cui erano coinvolti due gruppi di adulti, a cui era stato assegnato il compito di dover imparare a scrivere in un alfabeto sconosciuto, costituito da una ventina di lettere. A un gruppo è stato insegnato a scrivere a mano, mentre l'altro usava una tastiera. Tre e sei settimane dopo l'esperimento è stato testato il riconoscimento da parte dei partecipanti delle stesse lettere, così come la loro rapidità nel distinguere le lettere a destra o rovesciate. Coloro che avevano imparato le lettere scrivendole a mano hanno fatto meglio di tutti. Inoltre, le scansioni con fMRI hanno evidenziato l'attivazione della zona di Broca, quasi assente in chi aveva usato il pc. (Fonte: SaluteOggi - ASCA.it)

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